Presbiopia

 

Innanzi tutto la presbiopia non è un vizio rifrattivo, ma solo un“effetto collaterale” degli anni che passano. I raggi paralleli provenienti dall’infinito vengono deviati (rifratti) dal sistema cornea/cristallino su una parte specifica della retina che consente la visione nitida: la macula. Quindi un occhio che riesce a convergere perfettamente i raggi paralleli provenienti dall’infinito sulla macula è un occhio emmetrope. In tale occhio si è avuto uno sviluppo armonico ed equilibrato tra le sue dimensioni e il suo “sistema rifrattivo” (cornea/cristallino). In Italia, per consuetudine, viene detto che tale occhio ha un’acuità visiva (o visus) di 10/10. La natura ha dotato l’occhio umano (e di molte specie animali) della capacità di mantenere a fuoco l’immagine di un oggetto quando questo si avvicina (cioè della condizione di variare automaticamente la messa a fuoco). Tale possibilità detta : accomodazione, si attua mediante la contrazione del cristallino (che variando la curvatura delle sue superfici e divenendo più sferico o meno appiattito permette di mantenere nitide le immagini che raggiungono la la macula. poste a differente distanza da questa. Nell’occhio emmetrope quindi, cioè quello i cui raggi vengono perfettamente messi a fuoco sulla macula, l’accomodazione non interviene se non nella visione per vicino. Nel processo di accomodazione il cristallino riesce a variare la sua forma (da lenticolare a sferico, variando così il suo potere refrattivo) mediante la contrazione di un piccolissimo muscolo anulare (il muscolo ciliare) che contraendosi determina appunto l’aumento dello spessore del cristallino. L’aumento dei raggi di curvatura delle superficie anteriore e posteriore del cristallino consente ai raggi divergenti, che si originano da vicino, di essere messi a fuoco sulla macula. Tale meccanismo è talmente veloce che il cervello non lo percepisce, a meno che l’occhio non presenti un significativo grado di ipermetropia o sino a quando non compare con l’età la perdita di elasticità del cristallino, come nel caso appunto della presbiopia. In effetti, generalmente dopo i 40-45 anni, il meccanismo di messa a fuoco per vicino che ho descritto (accomodazione), incomincia a non essere così efficiente per perdita progressiva dell’elasticità del cristallino (con il passare degli anni si ha infatti una progressiva e fisiologica perdita della capacità accomodativa dalle oltre 10 diottrie a 8 anni a 1 diottria a 60-65). All’inizio si prende coscienza che ci vuole “più tempo” per la messa a fuoco nella lettura, poi incominciamo ad allontanare gli oggetti, infine quando le braccia non sono più sufficienti ci rechiamo dall’oculista. La perdita di elasticità del cristallino rende impossibile l’aumento del suo potere diottrico (la sua capacità di assumere la forma sferica) e per tornare a vedere nitidamente abbiamo necessità di aggiungere al davanti dell’occhio delle lenti convergenti (positive) come quelle dell’ipermetropia. La perdita di elasticità al di sopra i 65 anni, può cominciare ad associarsi alla perdita di trasparenza del cristallino (cataratta).