Occhio & Menopausa

Occhio e Menopusa

Nel 2000 nei paesi industrializzati, l’età media della donna ha raggiunto gli 82 anni e più del 95% delle donne raggiunge il climaterio. In Italia l’età media delle donne che entrano in menopausa è intorno ai 50-52 anni. A parte la presbiopia che si presenta in genere prima della comparsa dei sintomi e segni della menopausa (dal greco men=mese e pausis= fine), sono numerosi gli effetti di questo periodo della vita femminile a carico dell’occhio, alcuni ancora chiariti e altri da definire. E’ comunque ben documentato nella Letteratura, che la terapia sostitutiva a base di estrogeni (hormone replacement therapy HRT), assunta dalla molte donne in tale periodo, esercita i suoi benefici effetti sia su altri organi, ma anche sull’occhio. Vediamo quindi quali sono i principali modificazioni a carico dell’occhio che si verificano nella menopausa.

Effetti sull’apparato lacrimale e sull’epitelio congiuntivale

A sinistra andamento dei livelli estrogenici nell’arco della vita della donna. A destra i valori della quantità fisiologica prodotta ed escreta con le urine nei vari periodi della vita.

La secrezione lacrimale è ridotta in postmenopausa. La fisiologica diminuzione degli estrogeni che si verifica in questo periodo è stata messa in relazione alla sindrome da occhio secco o cheratocongiuntivite secca (dry eye syndrome) che come conseguenza determina una minore qualità visiva per la presenza di irregolarità sulla superficie dell’occhio. La somministrazione di estrogeni sarebbe in grado di migliorare la produzione di lacrime, migliorando la performance al test di sensibilità al contrasto prevenendo lo stato di secchezza oculare con bruciore, sensazione di corpo estraneo. Da un recente lavoro, si evince che esiste un rapporto tra i livelli di prolattina, estradiolo, testosterone e funzione lacrimale. Uno squilibrio di questi valori, come appunto si verifica in menopausa, porta ad una alterazione della funzione lacrimale. Inoltre l’epitelio congiuntivale è sensibile ai livelli di estrogeni ematici che come sappiamo nel climaterio sono ridotti, tanto che un apporto esterno con un collirio ne migliora la fisiologia. Tale condizione di secchezza oculare presenta una più accentuata sintomatologia nella donna portatrice di lenti a contatto che rende molto più difficile tollerarne l’uso.

Effetti sul cristallino

Gli estrogeni avrebbero un’azione di protezione nei confronti dello sviluppo della cataratta

Alcuni recenti studi di cui uno pubblicato nel 2006 effettuato in Inghilterra su 10.000 donne di 45 anni, hanno evidenziato che la terapia sostitutiva in menopausa ha un’azione di protezione sulla formazione di cataratta e che un menarca precoce e una menopausa tardiva sono anch’essi fattori di protezione nello sviluppo della cataratta. Queste conclusioni derivano dall’osservazione che:
• chi va uso di terapia sostitutiva ormonale (HRT) al di sopra dei 65 anni presenta una più bassa prevalenza di cataratta corticale
• un menarca precoce è associato a una più bassa prevalenza di tutti i tipi di cataratta
• una menopausa tardiva è associata a una più bassa prevalenza di cataratta corticale
• anche l’uso di contraccettivi orali è associato ad una più bassa prevalenza di cataratta corticale
Non è ancora stato chiarito come gli estrogeni esplichino la loro azione protettiva nei confronti dello sviluppo della cataratta. E’ probabile una loro azione diretta sulla lente ed una indiretta come protezione contro i danni provocati dai radicali liberi (come vit. C, carotenoidi,etc) . Il test della sensibilità al contrasto consente di evidenziare una riduzione dell’analisi delle frequenze spaziali medio-alte nelle donne in postmenopausa anche in caso di normale acuità visiva.

 

Effetti sulla pressione endoculare

Gli effetti della terapia sostitutiva sulla della pressione oculare sono ancora da definire. In un lavoro del 1997 è stato osservato che in donne in menopausa, in terapia ormonale sostitutiva da circa 12 settimane, si verifica un abbassamento della pressione dell’occhio del 8-13%.(Maturitas 1997;28:55-8). A sostegno di tali ipotesi è stato correlato il fatto che donne con menopausa precoce (anche prima dei 45 anni) è associato con un elevato rischio del glaucoma ad angolo aperto.(J Epidemiol 2001;154:138-44). Se è vero che il glaucoma si presenta più spesso negli uomini sopra i 45 anni, allora si potrebbe supporre che gli ormoni femminili hanno un possibile e ancora da definire, effetto protettivo nei confronti del glaucoma.

Effetti sulla refrazione e sulla Chirurgia refrattiva

(per la correzione dei vizi rifrattivi)

Sebbene ancora sia controversa alcuni studi confermerebbero una regressione nella Lasik nelle donne in terapia ormonale sostituiva(HRT)

 

Mentre la terapia ormonale sostituiva non sembra influenzare lo stato refrattivo della donna, studi preliminari, che necessitano di ulteriori conferme, suggeriscono che la menopausa e la terapia sostitutiva riducono l’efficacia della PRK e una regressione della LASIK.

Effetti sulla vascolarizzazione retinica

E’ possibile supporre una migliore perfusione retinica nelle donne trattate con terapia ormonale sostitutiva, in quanto è stata osservata una riduzione delle resistenze vascolari nell’arteria centrale retinica e nell’arteria oftalmica anche se da altri autori mediante ultrasonografica queste variazioni non sono state riscontrate

Effetti sulla macula e sulla degenerazione maculare senile

A sinistra un fondo normale con la “macula” (l’area più scura al centro della foto) nella norma. Nella foto a destra la retina con degenerazione maculare senile (DMS).Si notano degli addensamenti biancastri che interessano proprio l’area maculare che possono essere responsabili di gravi alterazioni della vista. Vascolarizzazione del nervo ottico.

 

Recenti studi avvalorano l’ipotesi, che gli estrogeni e l’HRT abbiano una azione protettiva della nei confronti dello sviluppo e della progressione della degenerazione maculare senile. Donne che usualmente assumono estrogeni hanno probabilità minori del 54% di sviluppare degenerazione maculare senile rispetto a quelle che non ne fanno uso (J Ophthalmol 2002;134:842-8). Lo studio Eye Disease Case-Control ha valutato un range di possibile fattori di rischio per le donne, incluso l’uso di estrogeni, quello di contraccettivi orali, pregressa isterectomia e maternità. Un esteso effetto protettivo è stato riscontrato nelle donne che hanno fatto uso o abitualmente usano HRT, mentre un incremento del rischio è stato trovato nelle donne che hanno avuto uno o più bambini (Arch Ophthalmol 1992;110:1701-1708). Nel ’94 lo Beaver Dam Eye Study ha dimostrato, anche se debolmente, che un esposizione più lunga (in anni) all’HRT era associata ad una riduzione dello sviluppo di degenerazione maculare(Trans Am Ophthalmol Soc 1994;92:289-95), mentre studi più recenti non supportano tale relazione (Am J Ophthalmol 2000;130:322-6). I risultati del Rotterdam Study suggeriscono che una menopausa precoce, dovuta ad una rimozione chirurgica delle ovaie,incrementa il rischio dello sviluppo di degenerazione maculare che sarebbe secondaria ad un’anticipata produzione di estrogeni (BMJ 1995;310:1570-1).

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